Ieri me ne sono spupazzata un altro.
La registrazione di una puntata di "Eventi 21", trasmissione andata in onda il 29 dicembre scorso sulla TV svizzera di lingua italiana TSI.
Lo spettacolo-inchiesta incastonava momenti di teatro di Christian Biasco in un tessuto di interventi in studio, contributi filmati e interviste tratti da un documentario straniero, pluri-premiato, realizzato da Peter Chappel e Catherine Peix. Tema: le origini dell'AIDS. E una teoria sconcertante: il virus dell'HIV potrebbe essere nato in laboratorio in Africa e inoculato somministrando il vaccino antipolio.
Sembra una coincidenza, ma i primi casi ufficiali di AIDS si registrano in quegli anni, in quelle zone. E, sembra una coincidenza, ma i vaccini di Koprowski sono stati prodotti utilizzando reni di scimpanzé, naturalmente infetti da un virus dell'immunodeficienza delle scimmie (SIV). Che è, guarda caso, progenitore dell'HIV.
Ma può essere tutto una fatalità, una combinazione?
Già Tom Curtis nel 1992 si fece fautore della tesi su Rolling Stone, con un articolo dal titolo “L’origine dell’AIDS” (testo in inglese).
Qualche anno dopo, nel 1999, alla staffetta subentra Edward Hooper e il suo “The River”: una lunga e dettagliata ricerca, frutto di anni di viaggi, interviste, studi, sulle tracce dell'AIDS e delle sue ancora misteriose cause.
Misteriose, sì, perché ancora oggi, nel 2007, non è stata pronunciata una parola definitiva in merito. E la comunità scientifica, di fronte ad invasioni di campo di giornalisti come Curtis o Hooper, ha sempre e solo serrato le fila, attaccando gli oppositori a colpi di querele per diffamazione e episodi di ostruzionismo.
Brutto dirlo, ma la Verità probabilmente non si saprà mai.
E dunque, quale consolazione, io preferisco saperne molte. Anche quando sono sconvolgenti, tragiche, e così gravide di conseguenze come questa.
