Pisa Book Festival: ci sarò!

Sabato 14 e domenica 15, nel pomeriggio, parteciperò con la mia casa editrice al Festival dell'Editoria Indipendente. Sarà l'occasione per conoscere i miei lettori più giovani e per autografare le mie "Storie della Natura". Sì sì, ho detto proprio autografare. Che storia.

Un raduno di pensieri.

Oggi sono stata ad un raduno d’auto d’epoca. A bordo di un Porsche 911 del ’71. E insomma, mi sono fatta qualche domanda. Tipo che ci fa una punkabbestia in un sabba di industriali brianzoli. Quanti straordinari ci vogliono per avere in garage un Lamborghini giallo. Se esiste una strada su cui guidare un Lamborghini giallo a 300 all’ora senza rischiare patente, punti e incolumità fisica. Cose così.
E poi, a bordo del mio Porsche per un giorno, ho capito la totale infondatezza di ogni mia domanda. Perché io non avrò mai un Lamborghini. A meno di non vincerlo ad una pesca di beneficienza. O a meno che qualcuno non me lo regali. Errore supremo massimo. Voglio fare un appello pubblico: che nessuno mi regali mai un Lamborghini giallo o di qualsiasi altra nuance. Andrebbe in pappa nel giro di due settimane. Vuoi che io non scuota almeno una volta la cenere per terra, che non parcheggi sotto il sedile il cartone della pizza, che non metta i piedi sul cruscotto? Impedirmelo sarebbe come amputarmi.
Dunque preferisco lasciare tutti i miei dubbi e il compito di tenere in vita questi capolavori a chi ne ha la pazienza, la passione e, diciamolo pure, i soldi. Che poi, dico io, sinceramente, pensa che succede quando hai l'impellenza di passare al corpo al corpo su un gioiellino del genere, che invece hai il dovere di tenere assolutamente immacolato per te e per i posteri. Troppo frustrante.

Il ristorante con le pretese.

Così si chiama l'ultimo racconto che ho scritto. Qualcosa di molto diverso da tutto quello che avete letto finora. E forse, di peggiore. Cliccate sul titolo per andare alla pagina. E mi raccomando di dire la vostra attraverso il sondaggio. Prometto (con le dita incrociate) di non offendermi per le critiche.

Esibizionismo schifo e esibizionismo schivo.

Dopo l’ultimo post, ho pensato ai blog. A questa esplosione di isole in rete dove è lecito sbirciare nelle vite e nelle opinioni degli altri, e dove viceversa gli altri - persone o personaggi che siano – permettono di farsi spiare, come dal buco della serratura.
Mi sono ricordata tutta la ritrosia con la quale, ormai quasi sei mesi fa, ne ho aperto uno io stessa. E mi sono chiesta non solo come io abbia fatto a superarla, ma soprattutto come abbia fatto così tanta e tanta e tanta gente. Per molti di loro si trattava forse di accantonare un riserbo di proporzioni decisamente inferiori al mio. Per altri con la sindrome del tronista era solo l’occasione che aspettavano per mettere in mostra il proprio ego.
Restano comunque i numeri. Che sono grossi. E inimmaginabili, a mio avviso.
Eppure di detrattori della blogosfera ce ne sono ancora. Come quel mio vecchio amico che, per riportarmi coi piedi per terra, mi ha accusato di “esibizionismo schivo”.
È vero. Forse sono un’esibizionista schiva. Ma io ho un alibi. Ed è questo: io voglio fare la scrittrice. Voglio esprimermi. E voglio farlo su un blog o su un sito, e ringraziare chi si è inventato ‘sta gran cosa, perché mi ha dato la possibilità di avere un confine preciso, netto, tra ciò che resta nella mia testa e nel mio cassetto. E ciò che voglio che sia pubblico. Tra tutte le parole che voglio tenermi dentro. E tutte quelle che hanno preso forma e meritato di essere date in pasto a tutti. Almeno a tutti coloro che vogliono cibarsene.
Senza quest’alibi – o meglio, questa motivazione – non mi sarei mai messa in vetrina.
E adesso, in attesa di aver pronta qualche altra succulenta pietanza letteraria, me ne vado. Torno nella mia grotta da eremita.


A proposito: oggi escono le mie “Storie della Natura” per la casa editrice Campanila. Target: bimbi 8-12 anni circa; una lettura gradevole, secondo me, anche per gli adulti almeno un po’ bambini. Acquistabile anche online. Adesso sì, posso dirlo. Buon appetito a tutti.

Grazie.

Mi sembra doveroso ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto parole di apprezzamento del mio sito (www.almadena.it) e dei miei testi. Sapere che i frutti del tuo tempo, della tua passione - e della tua fatica e del tuo dolore - hanno incontrato i gusti di qualcun altro, magari lontano mille miglia per chilometri e indole, e che forse hanno saziato anche il suo di bisogno di sdoganare emozioni per renderle vere, per renderle libere, ecco questo... fa molto piacere.

Per quanto scontato possa apparire.

Agli amici di www.almadena.it e Post Scriptum voglio dire grazie, dunque. Continuate così. Perché io ho intenzione di continuare così.